Storia delle piante officinali

Le prime testimonianze sull’utilizzo delle piante officinali le troviamo nel Papiro di Ebers, 3000 a.c., che riporta anche consigli per il loro uso più appropriato.

Sarà poi Ippocrate (460-377 a.C.), considerato il padre della medicina a dedicare parte dei suoi studi alle piante officinali descrivendone diverse centinaia, mentre nella Roma antica, grazie a Claudio Galeno, un medico greco, si ebbe una prima catalogazione. Il Medioevo darà un nuovo impulso all’utilizzo delle officinali grazie ai religiosi, monaci e frati, che coltivandole nei loro horti  all’interno dei Monasteri e conventi studiarono a fondo le proprietà. Proprio al Medioevo risalgono i ricettari che spiegavano come utilizzare le piante officinali e si rivolgevano agli speziali figure simili ai farmacisti che ne curavano la preparazione. Alcuni secoli dopo l‟Abate tedesco Sebastian Kneipp (1821-1897), esperto in metodi di medicina popolare invitava “Restate fedeli alle vostre erbe medicinali. Se le usate internamente o esternamente avrete la sicurezza che esse non vi faranno male. Lasciate ai ricchi le loro medicine ed i loro veleni”. Nel corso degli ultimi decenni grande attenzione è stata prestata al loro impiego nella medicina omeopatica,  nel settore farmaceutico, quello veterinario e del benessere e cura del corpo.