L’alloro (Laurus nobilis) è un arbusto aromatico nonché pianta officinale dell’erboristeria tradizionale. È diffuso lungo le zone costiere settentrionali del Mediterraneo, dalla Spagna alla Grecia. In Italia cresce spontaneamente nelle zone centro-meridionali e lungo le coste. È stato e continua ad essere utilizzato per le sue proprietà antispastiche, lenitive, digestive: i suoi decotti sono un rimedio popolare ancora utilizzato per i crampi addominali e le indigestioni. In cucina trova impiego per insaporire primi o secondi piatti e le sue bacche venivano usate in passato per proteggere la mobilia di casa dalle tarme.

L’alloro contiene un olio essenziale molto importante ed utilizzato. In passato se ne preparava l’unguentum lauri, applicato sul corpo per lenire i dolori reumatici. Questo è stato attribuito in tempi recenti ad uno dei costituenti dell’olio, 1,8-cineolo, assieme al suo componente maggiore eucaliptolo (45%). L’olio essenziale contiene anche altri composti interessanti fra i quali i laureoside B, che i ricercatori stanno vagliando in laboratorio perché risultato attivo contro il melanoma. Ma l’alloro produce anche alcaloidi. Ogni pianta è potenzialmente in grado di produrne, sebbene in quantità variabili in dipendenza dalla specie. Nello specifico l’alloro produce la lindoldamina, un alcaloide la cui struttura base compare in altri alcaloidi prodotti da svariate piante del globo.

Un gruppo di ricercatori dell’Accademia Russa delle Scienze ha isolato questo alcaloide dal lauro e ne ha caratterizzato le proprietà. Ha confermato il motivo delle proprietà antireumatiche e lenitive di questa pianta, perché la lindoldamina è un inibitore del canale ionico cellulare sensibile all’acidità (ASIC1a). In caso di infiammazione e dolore, il pH del tessuto colpito varia e vira dal neutro verso l’acido. Oltre ai mediatori infiammatori, anche l’acidità può contribuire ai sintomi dolorosi. AЅIC1a svolge un ruolo importante in diversi processi fisiologici e patologici. Questo canale è direttamente coinvolto nella plasticità sinaptica, nell’apprendimento, nella trasmissione della stimolazione nervosa, nella paura e nell’ansia, nei processi epilettici ed ischemici e sensazioni di dolore.  Una cosa interessante è che il tema di ricerca ha confrontato l’effetto di questo alcaloide con altre sostanze o farmaci che possono condizionare il canale ASIC1a.

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